
Non si arresta l’interesse della Cina verso l’Africa. Giovedì 19 luglio, il presidente Hu Jintao ha dichiarato che il suo governo sta considerando l’ipotesi di raddoppiare i finanziamenti diretti in favore delle popolazioni del continente fino ad arrivare alla somma di ben 20 miliardi di dollari, senza però specificare con quali percentuali di interesse, né i tempi di rientro del denaro investito.
L’obiettivo è quello di finanziare la costruzione di infrastrutture, sostenere l’agricoltura e, soprattutto, promuovere la nascita ed il sostentamento delle piccole e medie imprese: i tre cardini fondamentali attorno ai quali si gioca il riscatto economico dell’Africa intera e, in particolare, di quella settentrionale, già molto instradata in tutte e tre le direzioni. Proprio in questi giorni, peraltro, Pechino sta ospitando la quinta conferenza ministeriale “Cina Africa”, dopo che l’ultima edizione, nel 2009, si era tenuta a Sharm el Sheik, in Egitto, durante la quale i cinesi avevano annunciato l’erogazione di un prestito di 10 miliardi di dollari in soccorso ai paesi africani. Quest’anno, la capitale dell’impero orientale ospita, sotto la direzione di Hu Jintao, il capo di Stato sudafricano, Jacob Zuma; il presidente del Benin e dell’Unione Africana (Ua), Boni Yayi; il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. All’apertura dei lavori, sono stati illustrati i dati del ministero cinese del Commercio, secondo cui la Cina è candidata a diventare molto presto il maggior partner mondiale del continente nero: il volume d’affari che le due parti condividono ammonta a più di 166,3 miliardi di dollari, con un aumento dell’83% rispetto alle rilevazioni del 2009 e, soprattutto, solo nello scorso 2011 le aziende cinesi che hanno investito nel continente sono state più di 2 mila. Sempre dal 2009, gli aiuti che la Cina ha inoltrato ai paesi africani sono incrementati del 60%, senza tuttavia creare o fornire valore: lo ha dichiarato martedì scorso, in una conferenza preparatoria dell’incontro di questi giorni, il portavoce del ministero del Commercio di Pechino, Shen Danyang. Anche per questo, Hu Jintao ha fatto sapere che la politica di sostegno verso l’Africa consisterà non solo in un aiuto materiale, quanto piuttosto nell’edificazione di uno scambio di saperi e di collaborazione umanitaria: sta per essere avviato un programma di formazione di 30 mila cinesi, che saranno preparati ad affrontare i problemi africani. Nello stesso progetto si collocano anche le 18 mila borse di studio riservate a studenti che vorranno spostarsi in Africa per studiare o che vorranno studiare le problematiche del paese pur restando in Cina, così come l’invio di 1500 dottori e addetti del personale medico in loco.
(20-07-2012)
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