Il Marocco ha un governo Il Marocco ha un governo
Dopo cinque mesi di travaglio e un parto doloroso – con il siluramento di Benkirane – alla fine è nata la coalizione di governo... Il Marocco ha un governo

Dopo cinque mesi di travaglio e un parto doloroso – con il siluramento di Benkirane – alla fine è nata la coalizione di governo che guiderà il Marocco per i prossimi cinque anni. Ci è voluto uno psichiatra per mettere tutti d’accordo, e porre fine a quello che stava diventando un dramma nazionale.
Dieci giorni dopo la sua nomina, Saad Eddine El Othmani è riuscito nell’impresa fallita, o fatta fallire, del suo predecessore Benkirane. Come risaputo, il carattere del nuovo Primo ministro è mite e conciliatore, così quei partiti che avevano mostrato un ostruzionismo senza precedente nei confronti del leader del PJD, hanno steso il tappeto davanti al suo collega di partito.

La coalizione annunciata ieri sera da Saad Eddine El Othmani comprende 6 partiti: PJD, UC, RNI , MP , PPS e infine USFP (qui il nostro speciale) . Proprio quell’USFP di Driss Lasghar, al quale Benkirane si opponeva fortemente al suo ingresso nel governo, e  RNI di Akhannouch che aveva guidato i negoziati con Benkirane in nome anche dell’UC, mostrando un’intransigenza sorprendente, sono stati i primi ad essere stati i primi annunciati da Saad Eddine El Othmani, come componenti della coalizione.

Quindi il problema era Benkirane con il suo stile vivace e il suo rifiuto di sottostare ai diktat delle richieste degli altri partiti? Con questa domanda retorica, militanti del PJD ed analisti hanno commentato la nascita della coalizione.

Comunque sia, anche la nuova coalizione consolida “l’eccezione Marocco” e dimostra che governare il paese non è una questione ideologica, bensì è una questione politica, di equilibri e consensi fra monarchia e partiti da una parte, e partiti tra loro dall’altra. Islamisti moderati, centrodestra e centrosinistra, tutti insieme nello stesso governo. Questa è l’eccezione della giovane democrazia marocchina, in cui il Sovrano rimane il vero ago della bilancia nella gestione politica ed economica. E l’ha dimostrato ampiamente durante l’assenza di un governo. Il ritardo nella nascita di un esecutivo ha fatto accumulare molti dossier, nazionali ed internazionali. Dalla riforma della scuola, all’accordo del libero scambio con l’UE, dalla sanità ai nuovi risvolti del ritorno del Marocco nell’UA, dal rilancio economico e sociale alla grande questione del Sahara occidentale, dalla lotta alla corruzione al dossier dei marocchini residenti all’estero. Tutto è urgente, tutto necessita una visione strategica, risorse finanziarie e un’altissima competenza ed onestà nel gestire la cosa pubblica. Saad Eddine El Othmani cercherà, come ha già annunciato, di recuperare la fiducia dei marocchini, che per i tanti cantieri promessi e non realizzati dal suo predecessore Benkirana, avevano ulteriormente perso interesse verso la politica e accumulato sfiducia nei partiti. Il nuovo Primo ministro promette che questo sarà il governo dell’azione.

Resta da scoprire se quest’azione contemplerà anche le aspettative dei MRE (Marocchini residenti all’estero) che esprimono incessantemente l’amarezza di un’esclusione che dura da troppo tempo. Dalla loro inclusione nella vita politica e sociale, alla protezione dei loro investimenti, dal senso di appartenenza alla terra natia, alle questioni  culturali e sociali e di rappresentanza. Sono tante le rivendicazioni della diaspora marocchina all’estero, di cui le rimesse rimangono una delle risorse su cui il paese conta di più.

di Rabii El Gamrani

Rabii El Gamrani

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