Benkirane silurato, si riapre la partita del governo Benkirane silurato, si riapre la partita del governo
Il Re Mohamed VI ha rotto gli indugi.  Ieri in un comunicato ufficiale, il monarca marocchino ha sollevato il leader del partito PJD dall’incarico... Benkirane silurato, si riapre la partita del governo

Il Re Mohamed VI ha rotto gli indugi.  Ieri in un comunicato ufficiale, il monarca marocchino ha sollevato il leader del partito PJD dall’incarico di costituire una maggioranza governativa.
Dopo cinque mesi di blocco e di braccio di ferro fra Abdelillah Benkirane e gli altri partiti con cui era in trattativa, Mohamed VI gli ha ritirato il mandato, annunciando che sceglierà un’altra personalità dal PJD per portare a termine ciò che Benkirane non è riuscito a fare.
Il Re agisce in ottemperanza della costituzione che gli riconosce la possibilità di scegliere qualunque personalità dal partito arrivato primo nelle elezioni, e nel caso di rifiuto o di impossibilità della prima formazione, di passare a quello arrivato secondo.
La decisione di Mohamed VI, per quanto inaspettata, non fa che confermare le voci che giravano su un dissidio fra il monarca e il leader islamista moderato. Il comunicato, senza dare indicazioni di nomi, annuncia che un altro uomo politico dalle fila del PJD sarà incaricato al posto di Benkirane.
In una prima reazione Benkirane stesso ha invitato i militanti del suo partito a non commentare, né a dare dichiarazioni riguardo alla decisione del Re.
Tuttavia appena il comunicato è uscito, i commenti sui social network e sulla stampa nazionale ed internazionale non si sono fatti attendere. Fra chi saluta l’intransigenza di Benkirane nel non volersi piegare alle pressioni dei piccoli partiti, e chi vede in questa uscita di scena di Benkirane l’inizio di una spaccatura dentro il PJD stesso.  
I prossimi giorni saranno decisivi per capire gli scenari futuri, il tam tam dei nomi vede favorito l’ex Ministro degli Esteri, Saad Allah El Othmani,  e l’attuale ministro delle Infrastrutture, Aziz Rabbah, entrambi luogotenenti del PJD.
Certo è che la situazione che si è venuta a creare è inedita nella storia del Marocco:  per la prima volta il paese nord africano rimane senza governo per più di cinque mesi, come è inedito il fatto che un umo politico incaricato dal Re si trova nell’impossibilità di formare un governo.
Durante questi mesi di lunghe ed estenuanti trattative, Benkirane ha dovuto affrontare l’intransigenza di molti partiti, dal RNI del potente uomo d’affari e politico Aziz Akhennouch, all’USFP del vivace Driss Lashgar, senza dimenticare Elyas El Omari arrivato secondo con il suo partito PAM.   
Ora la palla è un’altra volta nel campo della formazione islamista moderata, una patata bollente che metterà a dura prova la tenuta del partito.  
Accettare la defenestrazione del suo leader indicando un’altra personalità dal partito o rigettare in toto il mandato e mettersi nelle fila dell’opposizione? Questa è la posta in gioco, ed è equivalente all’ amletico dubbio di essere o non essere.

di Rabii El Gamrani

Rabii El Gamrani

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