Finanza Halal, un nuovo traguardo per il Marocco Finanza Halal, un nuovo traguardo per il Marocco
Grande attesa per il lancio della finanza islamica in Marocco. A maggio di quest’anno il sistema bancario marocchino si doterà di prodotti finanziari Halal.... Finanza Halal, un nuovo traguardo per il Marocco

Grande attesa per il lancio della finanza islamica in Marocco. A maggio di quest’anno il sistema bancario marocchino si doterà di prodotti finanziari Halal. In ritardo rispetto a tutti gli altri paesi musulmani, il Regno del Marocco ha autorizzato cinque banche islamiche ad entrare nel tessuto bancario del paese.  Si tratta tuttavia di operazioni di partnership fra banche convenzionali marocchine e banche islamiche dei Paesi del Golfo.

La Banca Centrale e il consiglio degli Ulema saranno i due organi a controllare la regolarità e la funzionalità di questi prodotti finanziari conformi alla Sharia. Nessun tasso di interesse e nessuna speculazione, ma compartecipazione al rischio ed investimenti Halal. Caratteristiche che fanno gola a molti se si leggono i dati dello studio di Standard & Poor’s che spiegano bene come la finanza islamica possa rappresentare un volume d’affari fra il 10 e il 20% del sistema bancario marocchino. Si aggiunge poi a questo dato un’altra indagine della Islamic Development Bank (IDB) –  diffusa dalla Reuters –  secondo cui il 98% dei marocchini sono interessati ai prodotti finanziari Halal, e 43% fra loro confermano che apriranno dei conti correnti presso gli istituti di credito islamici, anche se il loro costo è superiore a quello delle banche convenzionali.

Ma di cosa si tratta precisamente?

Il principio su cui si basa la finanza islamica la rende molto appetibile non solo per considerazioni morali, ma anche per la chiarezza e la trasparenza che la contraddistingue. Che si tratti di Murabaha (contratto di leasing con acquisto finale), di Musharakah (compartecipazione nelle perdete e nei profitti)  o di Mudarabah (una specie di speculazione simile a quella in borsa) il rischio è ben calcolato,  le maggiorazioni sono stabilite all’inizio e, infine, i settori di investimento escludono tutto ciò che è dal punto di vista religioso illecito, Haram.

Ma il potenziale della finanza islamica è confermato anche dal trend  internazionale, il volume d’affari delle banche islamiche supera i 2 mila miliardi di euro, con tassi di crescita annui a doppio zero. Uno sviluppo che ha fatto pensare anche a istituti di credito europei di introdurre questo tipo di finanza nel loro sistema bancario (la MPS aveva organizzato vari convegni a riguardo prima del suo crollo), ma sulla strada si stanno muovendo altri.

Nel caso del Marocco, si tratta per ora di un’operazione calcolata, in quanto pur autorizzando l’ingresso di queste banche islamiche tuttavia le si vincola ad una partnership con istituti di credito marocchini convenzionali. Infatti la banca centrale  ha negato  la licenza a due banche che intendevano operare direttamente senza l’avallo di alcuna banca marocchina.

L’apertura alla finanza islamica è da sempre stata una richiesta del partito islamico moderato del PJD, non sorprende dunque che il suo leader Benkirane si sia speso,  sia durante il suo mandato a capo del governo, sia durante la campagna elettorale per le elezioni svolte ad ottobre, per velocizzare tale processo.

Oggi il PJD, ancora in attesa di un governo dopo cinque mesi dall’incarico dato ad Abdelilah Benkirane, nutre grande speranze, con questa apertura, di riuscire ad attrarre capitali stranieri, soprattutto quelli provenienti dai paesi del Golfo.

La crisi economica e finanziaria in Occidente – che paradossalmente e comprensibilmente – ha risparmiato quelle finanze non integrate nell’economia mondiale, come le banche islamiche, ha convinto il paese nordafricano a diversificare la sua economia e i suoi partners.

L’offensiva marocchina in Africa subsahariana, l’inizio di una nuova pagina per il sistema bancario marocchino, sia con l’ingresso delle banche islamiche che con la liberalizzazione del corso di cambio del Dirham, sono tutti segnali che mostrano che il Marocco non è più disponibile ad essere esclusivo di nessuno.

di  Rabii El Gamrani

Rabii El Gamrani

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