Tunisia: la Finanziaria 2014 fa un buco nell’acqua Tunisia: la Finanziaria 2014 fa un buco nell’acqua
“La perplessità del mondo imprenditoriale rispetto alla nuova legge finanziaria è profonda”, ha dichiarato Tarek Chèrif, presidente della CONECT, in presenza del ministro delle... Tunisia: la Finanziaria 2014 fa un buco nell’acqua

Katie Bell

“La perplessità del mondo imprenditoriale rispetto alla nuova legge finanziaria è profonda”, ha dichiarato Tarek Chèrif, presidente della CONECT, in presenza del ministro delle Finanze, Elyès Fakhfakh e del governatore della Banca centrale di Tunisi, Chedly Ayari. Il disegno di legge, infatti, prevede una ulteriore pressione fiscale destinata proprio alle imprese, già profondamente colpite dalla crisi budgetaria – e, nel complesso, sociopolitica – del paese. Il rischio, pertanto, è un immediato aumento dell’evasione fiscale, che porterebbe quindi al contrario di quello che il governo vuole ottenere e cioè un progressivo risanamento del deficit. Quello che manca nella bozza, quindi, sono le misure di crescita, gli incentivi agli investimenti e all’occupazione: abbondano, invece, le tasse, che sono l’opzione tappabuchi più veloce ma meno efficace.

Secondo l’UTICA molti articoli della Finanziaria 2014 sono inadeguati a risolvere la situazione finanziaria tunisina. Nemmeno la proposta di abbassamento delle imposte sulle società ha riscosso il favore del mondo economico, che la ritiene infatti una manovra destinata a far aumentare la tassazione sui dividendi.

A questi dubbi, il governo non ha ancora dato una risposta. E’ però evidente che elaborare una Finanziaria soddisfacente alla vigilia della fine del governo, sarebbe stato impossibile.

Karima Moual

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